giovedì 15 novembre 2012

Quando la lingua racconta una storia. E le piccole patrie di casa nostra riemergono dall'oblio


Nella Cecoslovacchia comunista la Bata, nazionalizzata nel 1949, era considerata un simbolo del passato capitalista da rimuovere perfino dalla memoria. L'insegna che campeggiava sul muro dello grande negozio praghese era stata ricoperta di vernice, ma dopo un po' rispuntava fuori, come una metafora beffarda delle stratificazioni del passato che le politiche dedite all'ingegneria sociale si ostinano a rimuovere, e che la storia fa sempre riaffiorare. Ovviamente tutti i praghesi critici o solo scettici verso il regime facevano il tifo per l'insegna e osservavano divertiti il suo riemergere nonostante l'affannoso e reiterato intervento dei verniciatori.
In questi giorni, leggendo delle discussioni sull'accorpamento delle province e sulle identità più o meno profonde che verrebbero misconosciute, e così via discorrendo, mi è venuto in mente proprio questo aneddoto, raccontato dal sociologo cèco Vaclav Belohradsky, ora docente a Trieste.

mercoledì 31 ottobre 2012

I parenti poveri di Halloween, ovvero ... quando gli emigrati ritornano


Comunemente si pensa - e a ragione- che  gran parte delle tradizioni popolari sia stata cancellata dalla modernizzazione televisiva degli anni 60: ovviamente al netto dei recuperi  più o meno spuri delle sagre.
Ma fino alla metà del secolo scorso, e dunque in un tempo non proprio remotissimo, le giornate e le veglie erano intrise di credenze e pratiche abissalmente arcaiche.
Da un capo all'altro dell'Italia, tra fine ottobre e San Martino, nella sera rischiarata dalle pudiche lampadine a filamento che nell'illuminazione pubblica precedettero l'arroganza dei neon, comparivano le zucche, con la bocca e gli occhi scavati e illuminate da candele, a rappresentare i morti, ovvero ad esorcizzarne il ritorno nelle case. 

Le zucche, e attorno i bambini come messaggeri e interpreti dei morti.


venerdì 26 ottobre 2012

Berlusconi: non solo un nostalgico addio ...

 ... ma anche un testamento e un messaggio politico




Sicuramente è presto per valutare tutte le conseguenze dell'annuncio e i giornali sono fitti di ipotesi, commenti, racconti di retroscena. E neppure possiamo sapere se lo schieramento di centro-destra recupererà nel tempo iniziativa politica e attrattiva o su quale base di programmi e di valori condivisi cercherà di conquistare consensi. Però a caldo mi sembra che il comunicato  con cui Silvio Berlusconi ha annunciato la sua decisione di non ricandidarsi non sia limitabile a un nostalgico "Silvio addio", ma abbia tutte le caratteristiche di un vero e proprio documento politico di 3 cartelle.

domenica 21 ottobre 2012

L'Impero e la Croce


A Milano una mostra celebra i  1700 anni dall'editto di Costantino del  313 d.C
 Icona orientale raffigurante S.Costantino e Sant'Elena
Dal 25 ottobre al Palazzo Reale di Milano si potrà vistare una mostra di grande interesse. Costantino e il famoso editto (o rescritto) ne rappresentano il focus, ma si allarga anche al contesto della Milano capitale tardo-imperiale. E poi l’esercito, la corte, l’arte. Una sezione è dedicata a Elena, madre di Costantino, imperatrice e santa, al cui nome è notoriamente legato il ritrovamento della Croce.
Grazie a una consistente documentazione archeologica, arricchita dall'attività di scavo e di ricerca degli ultimi decenni, la mostra presenta infine i risultati, alcuni ancora inediti, degli ultimi rinvenimenti nella Mediolanum imperiale.
In un articolo sulla Lettura del Corriere della Sera Armando Torno ha sottolineato bene le principali implicazioni storiche e le interpretazioni opposte legate, parlando di enigma della figura di Costantino.

mercoledì 26 settembre 2012

Ora di religione a scuola: non abbiate paura!

Più che altro sembrava un'idea buttata lì per vedere l'effetto che fa, o un annuncio per fare audience, come quello del tablet ad ogni studente.
Ma purtroppo è uno di quei temi su cui non c'è speranza: i plausi e le recriminazioni sono arrivati praticamente prima di aver finito di leggere la pur non lunga frase del Ministro Profumo.
Invece poteva essere un'occasione per ragionarci su davvero.
Tra le tante questioni che subito fanno inalberare vessilli ne scelgo un paio, così, diciamo a partire dal buon senso.